Quando scompare qualcuno, se questo qualcuno soprattutto è giovane e la scomparsa è improvvisa scatta quello strano meccanismo di difesa che si chiama negazione. È quello che ci è successo quando abbiamo saputo della scomparsa di Pietro. Man mano che poi la notizia si diffondeva e le cose purtroppo diventavano certe abbiamo voluto difendere Pietro dalla retorica che inevitabilmente gli sarebbe caduta addosso.

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Tanti, troppi ricordi di vita vera ci legano a lui per permettere che diventi l’ennesima “figurina”. Pietro non lo era di certo. Era un uomo in carne ossa e passioni: la passione del calcio per esempio. Quella che gli ha permesso di diventare più che una presenza fissa del nostro giornale! L’anima stessa del Canosa Calcio 1948. Una passione che lo portava ad urlare, agitarsi, blandire ed 44929237_10214822279344012_1224180934807388160_n

incoraggiare i calciatori , rivendicare spazi per la squadra e per l’intero calcio canosino. Era vero, Pietro, anche e soprattutto quando faceva queste cose, persino quando si organizzavano insieme serate per la raccolta di fondi e lui con sguardo da chioccia e piglio fintamente severo si coccolava i suoi calciatori di ogni età!

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E che dire poi della passione politica? Quella coltivata come per il calcio fin da piccolo e trasmessagli nel DNA familiare. Familiarità secondo noi è la parola giusta per spiegare l’atteggiamento di Pietro nei confronti della politica. Una dimestichezza che non era mai abitudine o “mestiere” ma conoscenza di quello che c’era davanti e dietro la politica soprattutto locale con una passione che gli faceva dare scelte a volte impopolari e 44830495_10214819705959679_5953177520999235584_o

compiere atti di coraggio! Non serve, no, elencare tutto quello che Pietro ha fatto in questi due campi. Qualcun altro o noi stessi col tempo lo faremo.

Ora è il momento di ricordare la persona che quelle cose ha fatto! Il compagno di tante avventure anche difficili ed il canosino che, contrariamente a tanti nella nostra città, non perdeva tempo a lagnarsi preferendo rimboccarsi le maniche e fare!

Ci mancherà anche questo di Pietro: la sua capacità di incarnare la parte migliore della nostra gente, senza ostentare o aspettarsi medaglie: quella di chi sapeva che certe cose andavano fatte..semplicemente perché bisognava farle e forse pochi altri sarebbero stati in grado di farle! Ora ci resta solo l’assenza, una mancanza che col passare dei giorni si farà sicuramente più forte, sapendo che non ci sarà più lui a rispondere al telefono per aiutare a risolvere dei problemi o a proporre soluzioni con quel fare sbrigativo e concreto che gli apparteneva. Col tempo, unica consolazione, quando i fumi della retorica si saranno assopiti, si potrà scoprire quanto il suo esempio abbia fatto scuola. A noi oggi solo il compito, il dovere ed il dolore di ricordare un amico. Un uomo a tutto tondo!

La redazione La Terra del Sole

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